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MUSEI... SPECIALI, PER TUTTI!
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Le sedi, i beni e le attività

MuseiPerTutti_33.gif Logo delle Linee Guida composto da 3 riquadro ove nel primo, su bandiera d'Europa (campo blu con 12 stelle gialle in cerchio) è posto il logo della disabilità (persona stilizzata in bianco su ruota di carrozzina) - nel secondo riquadro compare logo dei m

Preoccupati di andare “oltre il gradino”, a volte non ci accorgiamo delle altre criticità e delle opportunità che la stessa sede dei musei ci offre.

La sua collocazione geografica, l’evolversi del suo valore e funzione economica nel tempo e nel tessuto urbano/rurale ed il suo contributo culturale, sono aspetti che vengono spesso sorvolati con maggior facilità, disinvoltura ed incoscienza di quanto ci si ponga per superare un gradino.

Le caratteristiche architettoniche ed urbanistiche della stessa sede del museo, coniugate con i perché in questa si sia sviluppata tale istituzione culturale, sono certamente un traguardo su cui cimentare il nostro impegno inclusivo/partecipativo. Superare la barriera del “dove mi trovo” è cogliere la prima delle tante offerte che propone il patrimonio museale.

Tale dimensione è occasione per sperimentare la nostra capacità di vedere, udire, annusare, gustare, tangere e comprendere il museo. Ci accorgeremo che la disposizione della sede del museo nel relativo tessuto urbanistico e come pure le stesse barriere architettoniche che dobbiamo superare, ci parlino dell’evoluzione dello stesso diritto alla cultura ed emancipazione sociale negato ad altri. Di una continua conquista per classi, ceti e categorie sociali, prima escluse. Barriere sociali che hanno impedito o limitato l’accesso alla cultura ai più, solo recentemente superate e da non dare per
scontato il loro ripresentarsi.

Il carattere del singolo museo non è esclusivamente determinato dai beni posseduti. La stessa idea generante il museo è un bene la cui comprensione ci permetterà il migliore godimento di tutto il patrimonio del museo. Questo è quindi il primo bene su cui cimentare l’offerta inclusiva/partecipativa per tutte le disabilità. Il coniugare, poi, le diverse disabilità con i singoli beni o i loro insiemi, così come pure con le attività e servizi offerti dal museo e la sua relazione con il territorio, è certamente un’impresa che, se non sempre commisurata all’essenziale obiettivo dello sviluppo della persona, rischia di generare azione contraria a quella auspicata.

La resa, rilevabile ai sensi, in pari misura o scalare, bidimensionale e/o tridimensionale, di copie dei beni museali per offrire un accesso al godimento degli originali a persone con disabilità sensoriali, motoria e/o cognitiva può essere certamente parte di un processo inclusivo nella comprensione, per tutti, di opere figurative, di batteri, di onde di spettri fisici, di ammassi stellari, ecc. Come pure, la resa sensoriale di brani musicali o la loro drammatizzazione per offrire un accesso al godimento di opere sinfoniche a persone con disabilità può favorire l’acquisizione, per tutti, di conoscenze e competenze per approcciarsi e godere del mondo della musica come pure degli stessi spartiti. Il confondere, però, tali strumenti con l’obiettivo della partecipazione inclusiva, genererebbe l’inutile duplicazione dell’intero mondo moltiplicato non tanto, se possibile compilarle, per le singole disabilità, ma con le specificità delle singole persone che le vivono.

L’ideazione di una specifica attività museale per le sole persone con disabilità, può invero ricadere in quella triste soluzione progettuale che ha portato, non a bagni accessibili per tutti, ma alla generalizzata realizzazione di una serie di tre bagni, l’uno per femmine, l’altro per maschi ed il terzo per asessuate persone con disabilità. La realizzazione di attività, come pure gli stessi “percorsi museali”, devono, con una progettazione universale ed apertura a promuovere e sostenere giusti accomodamenti, essere pensati e proposti accessibili per tutti.

Un accesso che non ha la pretesa né può realizzarsi di tutto per tutti, ma quale esercizio, scandito su diversi gradi di complessità dei concetti culturali che li caratterizzano e scandiscono. Ciò, per permettere a tutti, con disabilità o meno, di esserne attori del godimento traendone fonte di sviluppo delle proprie competenze e della propria possibile autostima, autonomia ed autosufficienza. Non
certo un approccio riduttivo.

Se a fronte di già consolidate attività museali, queste possono/debbono essere rivisitate, quelle nuove possono essere riprogettate per tutti, partendo proprio dal voler includere il mondo delle disabilità ed offrire a tutti, un diverso approccio, una diversa occasione di crescita. L’ideazione e realizzazione di progetti dedicati specificatamente alle persone con disabilità ed ancor più a specifica disabilità, non è azione contrastante l’assunto generale di azioni inclusive universalistiche.

Quest’antinomia tra approccio universale e particolare, potrà, certamente, generare sperimentazioni con ricadute positive su tutti se, appunto praticate sperimentalmente per ampliare l’accesso al godimento di tutti e contagiare, con i positivi risultati conseguiti, altre specificità e quella generale.

Come l’ingresso nella sede del museo ed il superamento di qualsiasi barriera al suo interno è facilitato dalla comprensione del valore e storia culturale della sua fisicità, l’accesso ai beni del museo è reso possibile dalla comprensione del loro essere e non nella duplicazione di loro copie, del loro porsi in relazione tra loro e con chi intende goderne ricercando con un processo inclusivo/partecipativo la crescita del singolo e della comunità.


SINTESI
1. La segnalazione, anche quale primo segno d’inclusione, di una specifica offerta di godimento del patrimonio museale per visitatori con disabilità è proposta quale occasione di crescita per tutti.

RACCOMANDAZIONE
a. Nel punto generale d’accoglienza del pubblico porre visibilmente la speciale offerta per tutti, sviluppata con il contributo delle persone con disabilità.
b. Partecipare alla proposta e promozione di simbolo e cartellonistica omogenea su tutto il territorio regionale.

2. L’introduzione alla caratteristica generale del museo aiuta a comprendere la sua articolata offerta di beni ed attività.

RACCOMANDAZIONE
a. Elaborare semplice e sintetica chiave interpretativa, accessibile dai vari sensi ed in diversi gradi cognitivi, che aiuti a comprendere il senso generale del museo.

3. La proposta, universalisticamente indirizzata e coniugata con il territorio, di concetti chiave favorisce lo sviluppo dell’interesse e comprensione del più vasto patrimonio museale.

RACCOMANDAZIONE
a. Elaborare chiavi interpretative di singoli concetti principali sottesi all’offerta museale ponendo il/i bene/i di riferimento esposti con quelli presenti sul territorio.
b. Offrire chiavi interpretative specifici temi culturali, anche apparentemente estranei alla specificità del museo, tramite l’offerta di alternative letture del patrimonio museale.
c. Prestare attenzione a che tali offerte stimolino l’approccio emozionale ed esperenziale.

4. Il confronto tra le “attuali barriere” con quelle architettoniche, urbanistiche e sociali, relative a quelle del passato, favorisce lo sviluppo dell’impegno inclusivo.

RACCOMANDAZIONE
a. Evidenziare, utilizzando l’espressione urbanistica ed architettonica della stessa sede museale, come le barriere che oggi si frappongono all’accesso, fisico e culturale, delle persone con disabilità lo fossero per persone discriminate per condizione economica e sociale.
b. Favorire la comprensione che lo sviluppo della cultura va parimenti a quello dell’emancipazione sociale.
c. Coniugare la conquista dei diritti sociali ed in specie culturali, nelle distinte fasi storiche, evidenziando l’importanza dell’impegno di tutti.

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